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Tra i lettori di queste pagine probabilmente sono pochi quelli che hanno avuto l’occasione di conoscere il Prof Giussani. Qualcuno ne avrà sentito parlare da fratelli maggiori, amici o parenti, ma è difficile trasmettere il valore dell’incontro con un uomo che vive la vita in modo tanto intenso a chi non ha mai avuto la grazia di incrociare il suo sguardo.

Don Luigi Giussani è arrivato qui al Beccaria nel 1986 e da allora ha insegnato religione a centinaia di studenti fino al 2015, quando dovette andare in pensione. In tutti quegli anni fu guidato da una passione verso il suo lavoro che interpretava come una seconda vocazione: educare i suoi studenti a rendere ragione delle cose che vivevano e vedevano per scorgere nel proprio quotidiano la ragione di sé e del mondo. Li educava a ricercare la verità, nel senso più ampio possibile. “Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore; molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità”: questa frase di Alexis Carrel, con cui apriva immancabilmente la prima lezione del primo anno, racchiude perfettamente questa sua passione educativa e il metodo che l’ha sempre sostenuta.

Ma da solo il metodo non basta. Don Luigi metteva al centro del suo insegnamento l’Uomo - o per meglio dire la Persona - e questo era evidente anche nel rapporto con gli studenti con cui aveva a che fare.

Nelle lettere qui affianco troverete racconti di amicizie vissute tra vacanze, volontariato, umorismo un po’ inglese, pizzate e film: in tutte queste occasioni riusciva a valorizzare l’umanità di ognuno con una parola, una battuta, un sorriso. E con le domande. Tante domande che lanciava affinché ognuno avesse l’opportunità di guardarsi veramente per trovare le sue risposte e per fare un passo in più nel percorso verso la consapevolezza di sé.

Vi dico tutto ciò perché possiate mettere nel giusto contesto le parole molto profonde che noi suoi ex studenti abbiamo deciso di dedicargli in occasione della sua morte, avvenuta la mattina del 18 Marzo, e non le prendiate, invece, come un lungo elenco di ricordi e memorie.

Il valore di quell’incontro è stato per noi decisivo nel capire chi siamo e chi saremo, speriamo di essere riusciti a trasmettere almeno un decimo di questa nostra consapevolezza.

 Prof. Giussa

(XVIII-III-MMXX)

 

“Chi è amato non conosce morte,

perché l'amore è immortalità,

o meglio, è sostanza divina.

Chi ama non conosce morte,

perché l'amore fa rinascere la vita

nella divinità.”

Emily Dickinso 

 

È con queste parole che vorrei costantemente ricordarti. Amore è tutto quello che mi hai insegnato, amore è tutto il cuore che sempre mettevi in ogni tuo gesto, in ogni tua parola, in ogni tuo sguardo; amore è sempre stato il motore della tua vita, l’energia inarrestabile del tuo cammino ed è stata la forza con cui sempre mi hai accompagnata in quel tratto del mio percorso in cui ci siamo incontrati. È una forza che ancora sento ed è così incredibilmente viva. Ci siamo voluti bene e questo non cambierà! Il tuo pensiero mi culla, non mi abbandona qui. Ciao,                                                                                                    Francesca

Caro Giussa, mi mancheranno i tuoi lunghissimi discorsi che non terminavano mai. Mi mancheranno le tue mille risposte ad ogni domanda.  Mi mancheranno le tue canzoni e i tuoi cori intonati a squarciagola. Mi mancherà il tuo coraggio nell’affrontare qualunque problema la vita ci mettesse davanti. Mi mancheranno le tue battute, che magari nessuno capiva, ma quante risate. Mi mancherà la tua gioia di vivere che riuscivi a trasmettere a tutti. Mi mancheranno i tuoi abbracci così grandi e calorosi.
Ti devo tanto, perché mi hai reso una persona migliore e mi ha insegnato quanto è bella la Vita, ancor di più se condivisa. Ringrazio Dio con tutto il cuore per avermi permesso di percorrere un tratto della mia strada al tuo fianco. Vorrei stringerti forte, guardarti negli occhi attraverso i tuoi occhiali un po’ demodé e fare ancora due chiacchiere. Mi mancherai. Ti voglio davvero bene. Grazie di tutto, Grande Uomo.          Edoardo        

 

Caro Giussa, mi rammarico di essere stata un po’ distante in questi ultimi anni, soprattutto di non essere riuscita a ringraziarti per bene e a dirti quanto sei stato importante nella mia adolescenza. 
Mi hai fatto scoprire il mondo GS, pieno di persone con i miei stessi punti interrogativi, mi sono sentita parte di un gruppo per la prima volta davvero, presa per mano, ma soprattutto mi sono sentita libera, e per assurdo era ciò che mi avvicinava di più. Al liceo mi piacevano tanto le tue lezioni di religione, prendevo nota di tutto sul quaderno con cura e tutto ciò che mi hai insegnato rimarrà per sempre, dentro e fuori dall’aula di scuola, dalle vacanze in montagna, Rapallo, dal don Orione, dalle pizzate nella tua parrocchia. Sei la persona in cui mi rifugiavo se c’era qualcosa che mi turbava, perché sapevi dispensare come sei capace solo tu parole di conforto e di speranza. Ho impresso nella mente il tuo grande sorriso stampato sulla faccia quando dicevi le tue battute stupide e quando eri contento di vedermi, e ricordo la tua espressione seria in preghiera e il tuo sguardo che era quasi un abbraccio. Sono fortunata di averti conosciuto, avrei voluto dirtelo di persona ma spero che tu sappia quanto ti voglio bene, e quanti te ne vogliono. Grazie di tutto, custodirò per sempre i tuoi insegnamenti e la tua bontà.               Alessandra

                                                                                                                                                           

Il Prof Giussani, o meglio il Giussa, come lo chiamavamo noi, perché era più di un prof, è stato per tutti noi un maestro di vita e un amico soprattutto. Lo ricorderò per sempre per tutti i momenti belli passati assieme, per le vacanzine che ci hanno unito a dio e soprattutto hanno creato la "compagnia" di noi ragazzi. Grazie Giussa!                                                                                                                           Valentina       

                                                                                                                                       

Caro don grazie dal profondo del cuore per aver portato in "vacanzina" tanti giovani donandogli molto affetto e amicizia.                                                                                            Mamma di Valentina

 

"Una persona semplice, entusiasta e affettuosa. Era una vera forza della natura: nelle gite in montagna ci seminava tutti! Eravamo un bellissimo gruppo di amici ai tempi del liceo ed era per noi un importante riferimento. Grazie Giussa per esserci stato amico: ti prego di farmi vivere con la tua stessa semplicità di cuore!"                                                                                                                   Matteo                                                                                                                                                

"Volete dire allora che il mondo intero è la metafora di qualcosa?" (da "Il Postino", un film che  il Giussa era solito far vedere alle sue classi, i cui insegnamenti porterò sempre con me).
Ci sono persone che silenziosamente sanno cambiare la tua vita. Tu Giussa eri una di quelle. Con la tua implacabile voglia di vivere, con il tuo umorismo unico nel suo genere, eri in grado di trasmettere qualcosa di davvero speciale, una forza che riusciva a far vedere il mondo e la realtà sotto una luce diversa. Per questo ti sarò sempre riconoscente, perché sei riuscito a cogliere in me qualcosa di unico e a dargli un valore che non immaginavo di avere. Grazie di tutto Giussa, ti vorrò per sempre bene.             Anna          

 

Nei suoi anni di insegnamento ha saputo accompagnare e trasmettere in ogni lezione ed ogni parola condivisa con noi un’indelebile passione per la vita. Ti abbraccio forte,                 Carlotta                                                                      

 

Don Luigi, che con semplicità ci ha insegnato ad amarci e accompagnarci liberamente nella vita, oggi continuerà a farlo con la sua presenza dolce e discreta. Con gratitudine

                                                                                                Alberta, Emanuele, Maria Chiara 

 

Non capita spesso di conoscere un professore così nel profondo. Di scrivergli su whatsapp, di condividere una pizza la sera, di organizzare gite con un gruppo di amici al solo scopo di divertirsi e di scoprire posti nuovi. Non capita spesso di trovarsi dopo scuola a discutere su quale sia il valore dell’amicizia o delle azioni che ogni persona svolge nel suo quotidiano. Eppure io ho avuto l’onore di conoscerlo, di imparare da lui e di trascorrere intere giornate al suo fianco, a camminare, cantare, riflettere, discutere... Grazie al don Giussani ho conosciuto tante persone meravigliose, che mi hanno segnato e mi hanno aiutato ad essere la persona che sono ora. Purtroppo oggi il Giussa se n’è andato. Ma tutto ciò che mi ha insegnato e ogni momento che ho vissuto con lui resteranno sempre con me. Grazie Giussa. Ciao.                               Mattia

 

"Tu, mio professore e amico, mi hai fatta riavvicinare alla Fede con i tuoi discorsi filosofici-religiosi in un momento in cui mi stavo allontanando. Ricordo il raduno a Cervinia e il suo cielo immenso, che mi faceva sentire così piccola e così vicina a Dio, ricordo il volontariato del sabato pomeriggio nella casa di riposo, dove spesso mi ritrovavo a piangere per la commozione. Grazie Giussa, per avermi insegnato come fare del Bene. Hai dedicato tutta la tua Vita agli altri e hai lasciato tanti piccoli segni buoni nel Mondo."       Marika

 

Caro Giussa, sono grata per le meravigliose avventure che ho potuto vivere con te: sei riuscito a trovare in ognuno di noi un mondo, non ci hai mai fatto mancare un sorriso o una parola di conforto. Grazie a te ho conosciuto alcune delle persone più importanti della mia vita e vissuto fondamentali momenti di condivisione. Ti terrò stretto nel mio cuore e ti ricorderò per sempre sorridente e pieno di amore per il prossimo. Con affetto,                                                                                                       Gaia             

                                                                                                                                 

Con il sorriso. Mi ricordo ancora come il Prof Giussani entrava in classe, come salutava nei corridoi della scuola, come spiegava le cose durante la lezione.
Un uomo appassionato della vita: ciò permetteva di andare oltre il rapporto professore-alunno. Non era un professore di vita, non é mai voluto esserlo: era un amico, un compagno di viaggio come lo é stato per me il mio primo anno di liceo. Sarà sempre con noi, e ci ha lasciati con quel desiderio incessante di vita.
Con il sorriso.                                                                                                               Riccardo                                                                                                                          

Ciao Giussa, Sono passati più di quattro anni dall’ultima volta che ti ho rivisto. Sei stato molto di più di un professore di religione. Per chi, come me, non crede - o quanto meno, sospende un giudizio - sei stato una fonte di ispirazione, un interlocutore colto e inesauribile, un uomo autenticamente buono e mosso da grandi trasporti ideali. Hai aperto i nostri occhi di adolescenti con film cruciali e bellissimi, come Il postino e Into the wild. Per tutto questo, e per molto altro, grazie di cuore. Il tuo ricordo rivive nei sorrisi degli anziani del Don Orione alle tue tombolate, ci lasci un’eredità difficile da portare ma che ciascuno di noi non mancherà di perseguire. Un abbraccio                                                                                  Federica                                                     

 

Ciao Giussa cinque anni, forse addirittura sei che non ci parliamo. abbiamo avuto le nostre divergenze, incomprensioni, e nonostante tutto questo tempo e il mio rifiuto a ricercare quel dialogo che c'era stato in passato so che non avevi dispiacere per quello scontro, fiero sostenitore del 'libero pensiero senza essere liberi battitori', così come so che quello scontro lo avresti voluto rivivere, come sempre col sorriso. Ci tenevo a dirti almeno questo, perchè ci sia uno scontro, prima deve esserci un incontro, un incontro che ho avuto la fortuna di avere, che non rimpiango e che mi ha aiutato, che mi ha ascoltato e che mi ha invogliato a ricercare un senso nelle cose che vedo, anche se vedevo cose diverse da quelle che vedevi tu. Ti penso coi Nomadi in sottofondo ciao vagabondo, un abbraccio                                            Un 'ex' amico

 

Don Luigi aveva sempre uno sguardo rivolto verso Cristo, grazie alla sua splendida  e dolce spiritualità, ed uno rivolto verso la realtà quotidiana del vivere.
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, bisogna ricordare che Lui è stato per anni figura centrale e punto di riferimento per l’informatica al Liceo Beccaria. Si diede da fare per organizzare un corso di base per apprendere l’uso del computer. Tutto quello che ho imparato lo devo a Lui. Era talmente vigile e attento alla persona che capiva subito se io ero rimasta indietro nel prendere gli appunti e nel seguire le slides. Allora diceva: “ Ci sei, Marielena? Sei rimasta indietro?” e così si comportava con gli altri, prestando attenzione con lo sguardo a tutti noi discenti principianti …
Quando usando un programma sul computer, avevo problemi gli telefonavo e lui era sempre disponibile e pronto a risolvere tutto. Quante volte il Preside Antonio Marro lo chiamò per presenziare agli Scrutini e spiegare passo a passo la procedura da seguire!
Come il nostro Arcivescovo Mario Delpini ha posto in evidenza nel Suo scritto, per Don Luigi era fondamentale curare i rapporti personali.
Abbiamo organizzato cene insieme in cui dopo il momento conviviale c’era quello di riflessione cristiana.
Ho in mente quando con il suo Pulmino una domenica arrivò  sotto casa mia per caricare i giochi e     il cavallo a dondolo di mio figlio per regalare tutto a bambini di famiglie bisognose.
Con lo stesso pulmino spesso mi accompagnò a casa da scuola nel 1996, dopo la rottura dei  legamenti del ginocchio. Insomma, era sempre sul “pezzo”!
Avevamo i cassetti vicini in sala professori e una mattina gli dissi a bruciapelo: “ Non mi è chiaro il concetto di Purgatorio” e Lui  con il suo sorriso ironico mi rispose : “Be’, non è molto chiaro neppure a me … ne parliamo con calma un pomeriggio”. Grande nella sua umiltà!
Due anni fa, quando morì Simonetta Bigatti,  durante le esequie il Suo parroco non permise né agli alunni né a noi docenti di esprimere un pensiero di ricordo … Allora io gli telefonai e Don Luigi riuscì d’accordo con il marito di Simonetta ad organizzare una commovente funzione da Lui stesso officiata dopo un mese dalla morte. La sua omelia fu anche in quell’occasione da una parte legata alla Cristianità e religiosità profonda di Simonetta, dall’altra pose in rilievo il ritratto della collega in modo concreto e spiritoso, attraverso aneddoti che riguardavano il suo modo di insegnare e il suo rapporto con gli alunni.  

Così era ed è Don Luigi.                                                                       Prof.ssa Maria Elena Armaroli

 

Prendere il testimone di un uomo grande come il Professor Luigi don Giussani nell'insegnare Religione al Beccaria richiede molto coraggio e delicatezza nell'entrare dentro il rapporto con i suoi alunni per quanto la sua passione educativa fosse dirompente e segnata da quel sorriso che diceva tutta la sua profonda umanità. Dalla sua morte ho potuto raccogliere le testimonianze di affetto genuino che i suoi ex- allievi mi hanno mandato e la tristezza accorata di tanti colleghi. Sempre pronto al servizio, memorabili le sue collaborazioni in campo informatico con la Presidenza di allora, non si riservava di accompagnare nella crescita i ragazzi solo durante le lezioni, ma proponeva loro esperienze ulteriori che li rendessero più consapevoli del loro e altri bisogno, dal Cineforum al volontariato.
Di ognuno coglieva l'intima bellezza e la metteva in comune affinché si creasse uno spirito di condivisione vera e costruttiva. Tanti lo hanno conosciuto sui banchi del nostro Liceo, dal 1986 al 2015, o ne hanno sentito parlare dai fratelli e sorelle, e ne ricordano il vivissimo entusiasmo che mostrava in tutto quello che accadeva dentro e fuori la scuola. Per me, chiamata a proseguire il suo lavoro, da subito e per sempre rimane "L'abbraccio nel Suo abbraccio".                                                            Prof.ssa Cristina Milesi

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